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il Castello di Sarmato


stemma nobiliare

Si tratta di un complesso molto ampio e fortificato, ubicato nel paese di Sarmato, in provincia di Piacenza. E’ situato nella bassa Valle del Tidone, non lontano sia dal Tidone stesso che dal grande fiume Po nella pianura Padana.
Storia.
E’ presumibile che un borgo fortificato esistesse già nell’anno 1216, quando nel giorno di Pentecoste vi si riunirono le milizie piacentine e milanesi prima di muoversi verso i fortilizi pavesi. Infatti questo maniero , assieme a quelli di Borgonovo e Castel San Giovanni, servì per proteggere la città di Piacenza dalle numerose ed imponenti incursioni provenienti prevalentemente dalla zona del Pavese. Fu uno dei più importanti avamposti preposti dalla guelfa Piacenza alla difesa della Val Tidone contro le incursioni nemiche, non escluse quelle sferrate dalla ghibellina Pavia. Fu da prima proprietà dei conti Pallastrelli, che lo videro semidistrutto nel 1270 durante una battaglia contro la famiglia Landi di Bardi. Verso la metà del 1300, il duca lombardo Galeazzo Visconti, investe come signore del paese Bartolomeo Seccamelica il quale mantenne il dominio fino all'avvento di Alberto Scoto o Scotti. A partire dal 1410 il nuovo feudatario del borgo dovette affrontare numerose battaglie contro l'odiata famiglia degli Arcelli, padroni delle contrade di Rocca D'Olgisio, Borgonovo e Breno. Queste lotte continuarono per circa un ventennio, con l'alternanza al comando di Sarmato e delle due casate. Durante una di queste dispute, il duca Alberto venne catturato dalla milizia dei rivali ed imprigionato nella rocca D'Olgisio. Per la sua liberazione venne pagato un riscatto di circa 10.000 ducati così suddivisi: “ducati 8000, zachi 9 de veludo, pene 1000 de struzo, taze 40 de undze (oncie) 8 zascheduna e corsieri 2 de ducati 500”. Una volta liberato, Alberto Scoto, chiese aiuto al duca di Milano e con il famoso capitano Carmagnola, questi riconquistò i suoi domini. Con la morte del Visconti ed il successivo avvento degli Sforza sulle terre milanesi, lo Scoto si schierò con Venezia . Fù così costretto a combattere contro i lombardi, che misero d'assedio Piacenza; il duca Alberto fu uno dei più valorosi difensori delle mura cittadine. Durante la sua assenza da Sarmato, lo Scotti lasciò il comando del comune a Luigi Dal Verme suo parente. Questi in cambio depredò il castello e il feudo, poi si schierò con i milanesi ed andò a combattere il cugino. Nel 1448, terminate le ostilità con Milano, Alberto Scoto reclamò Sarmato ai nuovi feudatari, ma gli Sforza attesero la morte di Taddeo Dal Verme prima di riconsegnare il paese agli Scotti. Il 5 Marzo 1462 a causa di una grave malattia, lo Scoto morì; venne tumulato nella tomba di famiglia nella chiesa di San Giovanni, dopo solenni funerali. Numerosi furono i discendenti del Duca Scotti che gli susseguirono al comando del castello di Sarmato; molti di questi si distinsero come cavalieri e guerrieri al fianco dei duchi Farnese nelle numerose guerre combattute da questi in tutta Europa; altri invece diventarono attendenti di vari Papi, in questo casato ci furono anche filosofi e medici. L'ultimo discendente degli Scotti di Sarmato, fu il duca Pietro, che non avendo generato eredi, tenne il castello fino al giorno della sua morte avvenuta nel 1863. Il maniero fù così acquistato dai conti Zanardi Landi, che in parte lo conducono tutt'oggi. Un'altra parte della costruzione medievale è sede del municipio. Il castello sorge in direzione Nord, sull'antico letto del fiume Po, ha una forma ad U. Le sue mura si sono conservate abbastanza bene, erano circondate da un fossato e si accedeva al suo interno attraversando un possente ponte levatoio, molto bello anche il parco giardino che sorge tutto intorno ad esso. Da ricordare che nell'ottobre del 1922 nel castello soggiornò il re di Grecia, Costantino I, ospite di Paola di Ostheim, principessa di Sassonia-Weimar.
Il borgo.
Il complesso interamente edificato in laterizio è circondato da mura, ancora ben evidenti anche se col tempo un po’ deteriorate, che erano contornate da un fossato. Racchiudono un piccolo borgo di pianta rettangolare, diviso da due strade perpendicolari, con abitazioni, tre chiese, il castello e la rocchetta. Il complesso castrense racchiuso nel perimetro quadrangolare delle mura in buona parte conservate insieme a due torri angolari e all’imponente ingresso meridionale costituito da un rivellino merlato con porta carraia e posterla, entrambe già munite di ponte levatoio; doppie cannoniere laterali permettevano la difesa. Altri due ingressi fortificati si conservano sui lati orientale e occidentale, il primo dei quali è oggi sede del municipio. Il lato nord è occupato da una rocchetta, che serviva a respingere gli attacchi provenienti dal fiume Po. All’interno si susseguono ampi saloni, in parte voltati e in parte cassettonati, piccoli salotti, camere da letto, tutti arredati con mobili d’epoca. In questo complesso si intrecciano la storia e la leggenda di San Rocco, di San Gottardo Pallastrelli e di San Giacomo di Compostela; di quest’ultimo è conservata la statua nel borgo fortificato per le devozioni dei Romei che qui si fermarono lungo il pellegrinaggio verso Compostela. Sarmato, nel medioevo, fu un importante nodo di transito della via Frangigena. Tuttora resta una significativa testimonianza della secolare ospitalità dei sarmatesi che non a caso hanno scelto come patrono un Santo pellegrino, che ricordano Gottardo che si fece pellegrino e San Giacomo apostolo che in Compostella ha richiamato milioni di pellegrini ed è venerato con l’iconografia di un viandante.
Come ci si arriva.
Partendo da Piacenza, lungo la via Emilia Pavese, si percorrono circa 17km.



Sarmato - veduta del castello