Carlo Carini - Gol e Partigiano
Emergono nuovi particolari della storia di Carlo Carini,
nato in Scozia (dove sarà celebrato) e fucilato dai fascisti a Piacenza.
nato in Scozia (dove sarà celebrato) e fucilato dai fascisti a Piacenza.
L’ultimo gol in biancorosso prima di darsi alla macchia. Il partigiano Carlo Carini detto l’inglese, medaglia d’argento al valor militare, indossò la casacca del Piacenza in serie C per l’annata 1943-44. Nell’eccezionale fotografia qui pubblicata, siamo al termine della partita Carpi-Piacenza, dove Carini aveva segnato giocando da mediano. La partita si era chiusa con un 2-2. Era il 31 gennaio del 1943. Carini al centro della foto, alla sua sinistra il terzino Franco Torregiani di Rivergaro e alla sua destra il mediano Santino Vaccari di Piacenza.

Carlo Carini al centro della foto
Gli abitanti della cittadina scozzese di Arbroath hanno deciso di erigere, come già comunicato, una targa in ricordo di questo partigiano e in collaborazione con la storica piacentina Iara Meloni del Museo Storico della Resistenza di Sperongia, avevano lanciato un appello attraverso le colonne di Libertà, per cercare informazione della storica figura. Di Carlo Carini si era saputo che la sua famiglia piacentina era emigrata in Scozia dove aveva aperto una catena di negozi “fish and chips”, tuttora molto frequentata. Carini con la madre era però rientrato in Italia nel 1938 e dal concittadino Gianni Cappelletti abbiamo saputo che abitava a Piacenza in via Pietro Cella al numero 30. “Imiei nonni risiedevano accanto alla casa del Carini” ha ricordato Cappelletti “e mia nonna era amica della mamma del partigiano Carlo, di lei ricordiamo che era una signora molto distinta”. Poi la passione del calcio dell’inglese che ci e stata raccontata Davide Solenghi che con Massimo Farina e Carlo Fontanelli Ha pubblicato il volume “Enciclopedia Biancorossa” per la Geo edizione di Empoli. Per il libro è stata recuperata la preziosa fotografia scattata a Carpi al termine della partita in trasferta Piacenza. Solenghi stesso ci ha riferito che “l’inglese” aveva giocato nel campionato 1942-43 con il Piacenza in serie C per dodici partite e la sua ultima convocazione per il Piacenza risale al gennaio del 1944, ma non ha risposto a quell’appello. Si era ormai dato alla macchia. Entrato nelle file dei partigiani garibaldini di Valdarda per una serie di sfortunate circostanze fu catturato il primo novembre del 1944 a San Giorgio con il fraterno amico Aldo Bruschi. I due furono al comando della Repubblica a Piacenza e sottoposti ad un durissimo interrogatorio al termine del quale furono trascinati lungo la via Emilia Pavese e uccisi a colpi di arma da fuoco di fronte all’imbocco dell’autostrada, oggi un cippo vicino al Mc Donald’s li ricorda.
Secondo un rapporto della questura del 1946 ad uccidere i due patrioti fu il maresciallo Ugo Patrizi. Nella nota di polizia vi è scritto che “numerosi furono i patrioti da lui arrestati e seviziati e in questo ufficio esistono le prove materiali” che fu l’autore dell’uccisione di Carlo Carini, Aldo Bruschi e Renzo Pighi. La polizia nella nota informa che Patrizi fu addirittura arrestato mesi prima della fine della guerra dai suoi stessi camerati per una serie di malversazioni e condannato a quattro anni di pena. Quando Piacenza, il 28 aprile 1945 fu liberata, i partigiani trovarono il maresciallo Patrizi in una cella del vecchio carcere davanti al tribunale. Con altri finì davanti al tribunale del popolo e fu condannato a morte. Patrizi finì così di fronte al plotone d’esecuzione lungo il muro di cinta del cimitero sulla caorsana. Chi avesse altre notizie di Carlo Carini può inviare una mail a info@resistenzapiacenza.it (articolo di Libertà del 23 febbraio 2022, scritto da Ermanno Mariani).
Secondo un rapporto della questura del 1946 ad uccidere i due patrioti fu il maresciallo Ugo Patrizi. Nella nota di polizia vi è scritto che “numerosi furono i patrioti da lui arrestati e seviziati e in questo ufficio esistono le prove materiali” che fu l’autore dell’uccisione di Carlo Carini, Aldo Bruschi e Renzo Pighi. La polizia nella nota informa che Patrizi fu addirittura arrestato mesi prima della fine della guerra dai suoi stessi camerati per una serie di malversazioni e condannato a quattro anni di pena. Quando Piacenza, il 28 aprile 1945 fu liberata, i partigiani trovarono il maresciallo Patrizi in una cella del vecchio carcere davanti al tribunale. Con altri finì davanti al tribunale del popolo e fu condannato a morte. Patrizi finì così di fronte al plotone d’esecuzione lungo il muro di cinta del cimitero sulla caorsana. Chi avesse altre notizie di Carlo Carini può inviare una mail a info@resistenzapiacenza.it (articolo di Libertà del 23 febbraio 2022, scritto da Ermanno Mariani).
