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Gianni Poggi – Tenore


Nacque a Piacenza il 4 ottobre 1921, da Cesare, commerciante di formaggi e Rachele Scotti, vedova Pasini, che aveva due figli di primo letto Maria e Carlo. Apprese i primi rudimenti musicali suonando il violino e frequentando la scuola Cantorum nella chiesa di Santa Maria in Torricella. A 14 anni iniziò a lavorare con il padre; nel 1942 fu arruolato nel Corpo aeronautico di Bologna, dove ottenne il brevetto di pilota aviatore. Nel 1945, su consiglio di amici e parenti, soggiogati dalla bellezza della sua voce, iniziò lo studio del canto con i maestri Alfredo Tedesco e Gianni Schiavoni; il 12 novembre si produsse in concerto al teatro Municipale di Piacenza, cantando “che gelida manina” dalla Bohème di Giacomo Puccini. Nel maggio 1946 riuscì a farsi ascoltare alla Scala di Milano ed ebbe l'incoraggiamento dell'allora sovrintendente Giuseppe Del Campo. Dal settembre 1946 proseguì gli studi con Emilio Ghirardini, baritono di chiara fama e di carriera internazionale. Il 1° aprile 1947 debuttò, Ismaele nel Nabucco verdiano, al teatro Massimo di Palermo, dove cantò La bohème. Iniziò una brillante carriera che tra il 1950 e il 1960 lo portò a essere considerato uno dei massimi tenori della scena lirica internazionale. In Italia calcò le principali ribalte degli Enti lirici e dei teatri di tradizione.

Affacciatosi alla ribalta nell'immediato dopoguerra, Poggi stupì per la bellezza di una voce intatta e omogenea in tutta la gamma, che incarnò in maniera perfetta il tipo del tenore lirico, com'ebbe a riconoscere anche Tullio Serafin, pensando a lui come interprete ideale di Don Carlo. Il suo repertorio si identificò in una manciata di titoli (Lucia di Lammermoor, Rigoletto, La traviata, Un ballo in maschera, La bohème, Tosca, Madama Butterfly, Mefistofele, con Faust e Lohengrin, cantato in italiano): tra di essi spicca La Gioconda, la cui vocalità, tolta qualche frase più spinta, fu assolutamente lirica. Il facile registro acuto gli permise un felice accostamento alla Favorita; sporadici furono quelli con il trovatore e Pagliacci, del tutto occasionali con Adriana Lecouvreur e Manon Lescaut. Si poneva, dunque, come l'ideale continuatore della scuola di canto italiana in aperta rivalità con giovani colleghi più atletici, quali Giuseppe Di Stefano. Alla bellezza della voce e generosità del canto non corrispose tuttavia un adeguato approfondimento tecnico né la capacità di affrancarsi da modalità interpretative superate dalle mutate aspettative storico-culturali, anche se va riconosciuto a Poggi di essere stato una delle più belle voci italiane del XX secolo:lo si può costatare nella discografia, non tanto nelle registrazioni per le etichette discografiche Decca, Philips e Urania, quanto nella serie di 78 giri realizzati per la Cetra.


Poggi fa un acuto per gli amici

Alla Scala debuttò il 10 aprile 1948 con “un ballo in maschera”, vi ritornò nel 1949 con “la favorita e Lucia di Lammermoor), 1950 “Tosca”, 1951 “Oberto, conte di San Bonifacio nel 50° della morte di Giuseppe Verdi”, 1953 “la favorita”, 1954 “Rigoletto”, 1955 “la bohème, direttore Leonard Bernstein”, 1958 “Mefistofele e Nabucco”, 1959 “Stabat mater di Antonín Dvořák e La bohème”, 1960 “un ballo in maschera”, 1963 “Mefistofele”, 1965 “la bohème”. Al Comunale di Firenze debuttò nel 1950, Un ballo in maschera, e nel 1954 sostenne il ruolo eponimo nella ripresa del Don Sebastiano di Gaetano Donizetti; cantò al San Carlo di Napoli per la prima volta nel 1948 “Tosca, ripresa nel 1950 e nel 1964” e vi tornò nel 1952 (debutto in Adriana Lecouvreur), nel 1956 “Faust” e nel 1961 “Mefistofele”. Nel 1949 debuttò in Lohengrin all'Arena di Verona, dove si ripresentò regolarmente, tra l'altro nel 1952 per La Gioconda con la Callas. Le sue presenze al Municipale di Piacenza “Tosca, 1947, 1951; Un ballo in maschera, 1950; La bohème, 1953; La traviata 1955, 1964; Faust e Lucia di Lammermoor, 1958; Rigoletto e Il trovatore 1960; La Gioconda, 1961; Lohengrin, 1963; Manon Lescaut, debutto, e L'elisir d'amore, 1967; Mefistofele, 1969, oltre a numerosi concerti” suscitarono sempre entusiasmo, sostenute da tifoserie in aperto confronto con i fautori di Flaviano Labò, l'altro importante tenore piacentino. Poggi compì numerose tournées in Sud America, a Rio de Janeiro nel 1949, 1950, 1951, 1953 e 1959, a San Paolo del Brasile nel 1949, 1950, 1955 e 1959, a Buenos Aires nel 1951 e 1956; fu anche a Santiago, a Lima, a Caracas, a Città del Messico nel 1949 “debuttò nel Faust” nel 1957. Nel dicembre 1955, all'apice della carriera, cantò Rigoletto al Metropolitan di New York, si dice che gli venne fatto indossare un costume originale di Enrico Caruso e chi fu presente a quella interpretazione disse che quel costume gli cadeva a pennello senza nessuna modifica, un predestinato? A New york ritornò nel 1957 per Rigoletto, Tosca, La bohème, Lucia di Lammermoor, La traviata, La Gioconda; si esibì anche a Boston e Washington. In Europa cantò nei teatri della penisola iberica, al Liceu di Barcellona dal 1947 al 1949, dal 1953 al 1958 “debuttando il 26 novembre del 1957 nel Trovatore” e ancora nella stagione 1962-63, sempre acclamato; alla Staatsoper di Vienna nel 1959 “un ballo in maschera”, 1960 “debuttando in Pagliacci”, 1962, 1963; allo Erkel di Budapest nel 1962; in Giappone a Tōkyō e a Osaka nel 1961; in Germania, a Berlino, Dresda, Stoccarda, Monaco e Mannheim; a Londra, prima al Royal Festival Hall nella Messa di Requiem di Verdi nel 1953, poi al Royal Albert Hall in concerto nel 1959 e al Princes Theatre Rigoletto nel 1960; a Parigi al Théâtre des Champs-Élysées Il trovatore nel 1958. Chiuse la carriera nel 1969 con una recita di Mefistofele al Teatro Municipale di Piacenza. All'epoca in certi ambienti si diceva che Caruso, Gigli e Poggi erano le tre voci uniche al mondo. Chiuse la carriera nel 1969 con una recita di Mefistofele al Teatro Municipale di Piacenza.


1956, Poggi pubblicizza una radio Grundig in via Garibaldi

Il 30 aprile 1952 a Grazzano Visconti convolò a nozze con Adriana Borgonovo, figlia del baritono Luigi. Il suo matrimonio ebbe breve durata tanto che nell'ottobre 1959 a San Paolo del Brasile sposò Dagmar Prinz, conosciuta a Vienna, da cui ebbe due figli, Leonora (1961) e Riccardo (1962). Il matrimonio si ruppe nel 1967 e nel 1973 Poggi conosciuta Anna Maria Nicelli la sposò. Dopo il ritiro dalle scene, benché malato, insegnò canto al conservatorio di Piacenza, aiutando a formare un buon gruppo di cantanti locali. Purtroppo venne a mancare il 16 dicembre 1989 a Piacenza.
Gianni Poggi frequentava spesso la casa dell’amico piacentino Freschi Giovanni ed apprezzava tanto i tortelli piacentini e il risotto con ossi buchi cucinati dalla padrona di casa Tuberosa Annamaria, moglie di Giovanni.