il Castello di Momeliano - Gazzola
La località di Momeliano, situata nella frazione del comune di Gazzola (Piacenza), è affacciata sui primi rilievi collinari della Val Luretta ed ha radici molto antiche. Già nella Tabula Alimentaria Traiana viene citata come fundus Mamuleianus, segno che l’insediamento rurale risaliva all’epoca romana. Si ritiene che un primitivo fortilizio fosse presente già nel X secolo, secondo alcune fonti, anche se le tracce architettoniche attuali risalgono soprattutto al XIV secolo. Alcuni documenti ci dicono che nel 1368 il castello fu venduto da Castellino Dolzani a Ruffino Borri. In quel periodo, la zona era strategica, posta sulle colline che dominano la pianura padana, e il castello venne costruito - o ricostruito - in sassi, pietra e laterizio su una pianta pressoché quadrata con torri angolari sporgenti (tre rotonde e una quadrata). È documentato che nel 1372 le milizie di Galeazzo II Visconti e del fratello Bernabò invasero parte del contado piacentino e si impadronirono del castello di Momeliano. Nel 1373 invece lo stesso castello venne liberato da un tale Raffaello Bolzoni che scacciò le forze viscontee e riportò la rocca sotto il dominio della Chiesa (lo Stato della Chiesa) per la mensa vescovile di Piacenza. Durante il tardo medioevo e fino al Rinascimento, il castello subì modifiche: la merlatura chiusa ad arco, le finestre ad arco acuto (ora murate) e la loggia verso il cortile testimoniano l’evoluzione da fortezza militare a residenza nobiliare fortificata.
Proprietari e storie nobiliari.
Nel corso dei secoli il Castello di Momeliano passò per diverse famiglie nobili:
Nel 1488 risultava in possesso di Giovanni Albanesi detto “Rubbino”.
Tre anni dopo (1491) risultava acquistato dal nobile Antonio Ceresa.
Nel 1530 passò per successione alla famiglia Bottigella, che nel 1534 la vendette alla famiglia Radini Tedeschi.
Verso la fine del Cinquecento, nel 1585, divenne feudo del marchese Ferrari, e nel 1595 del marchese Luigi Lampugnani che fece erigere un oratorio nel torrione orientale del castello.
Alla morte del ramo, nel 1742 il feudo venne riassorbito dalla Camera Ducale del ducato di Parma e Piacenza.
Nel 1798 il conte Gherardo Portapuglia acquistò l’immobile che poi passò ai fratelli Giovanni e Piero Jacchini. Successivamente per eredità a Gaetano Basini - da qui la denominazione “Castel Basini”.
Nei decenni successivi una contesa ereditaria durata circa trenta anni vide gli eredi Jacchini opporsi al testamento. Alla fine, nel 1868, la proprietà risultava appartenere alla famiglia Stevani, tra i cui membri si segnalava il colonnello dei bersaglieri Severino Stevani combattente nelle guerre d’indipendenza italiane.
Questa serie di passaggi evidenzia come la proprietà del castello si intrecciasse ai grandi mutamenti politici e sociali dell’Emilia-Romagna, segno che il maniero non era solo residenza ma anche simbolo di potere locale.
Restauri e utilizzo attuale.
Nel corso del XX secolo e fino ai nostri giorni il Castello di Momeliano ha conosciuto una trasformazione più pacifica. È privato ma ospita all’interno delle sue mura una cantina vinicola, la Cantina Luretta, che offre degustazioni e visite. Dal punto di vista architettonico si segnalano alcuni restauri della struttura muraria (non sempre documentati nei dettagli pubblici) che hanno permesso di conservare le caratteristiche medievali: le torri, il cammino di ronda, le tracce del ponte levatoio e delle merlature. In particolare, le fonti parlano di “ottimo stato di conservazione” attuale. Alcune fonti ci dicono che non è visitabile liberamente essendo proprietà privata. Tuttavia la cantina vinicola Luretta ospitata all’interno del Castello offre -su prenotazione- degustazioni ed esperienze enoturistiche.
Curiosità, misteri e battaglie.
Non si trovano documentazioni dettagliate di assedi o battaglie famose oltre a quanto già ricordato (l’invasione viscontea del 1372) ma il fatto che la rocca si trovi in una zona ricca di castelli e fortezze suggerisce il ruolo strategico della collina della Val Luretta e della Val Trebbia. Una curiosità: la denominazione “Castel Basini” deriva dal proprietario Gaetano Basini che ereditò la rocca dai Jacchini. L’edificio conserva tracce architettoniche di difesa: gli incastri del ponte levatoio, la merlatura con corridoio stretto, le finestre ad arco acuto murate. Questi elementi rafforzano l’idea di fortezza più che di semplice villa.
Notizie, accesso e visite.
Alcune informazioni pratiche per eventuali visite, il Castello si trova in località Momeliano, frazione del comune di Gazzola. Non è garantito l’accesso libero essendo proprietà privata, solo in occasione di eventi o su prenotazione tramite la cantina all’interno è possibile la visita. La Cantina Luretta è aperta e offre visite e degustazioni dietro prenotazione. Per arrivarci da Piacenza si prende la via verso Gossolengo poi attraverso il Ponte di Tuna fino a Gazzola e successivamente verso Momeliano.
Conclusione.
Il Castello di Momeliano è una testimonianza concreta della stratificazione storica del territorio piacentino: da insediamento romano-medievale a rocca vescovile, a fortezza nobiliaria, fino a oggi ad una fruizione più culturale ed enoturistica. La varietà dei proprietari, i cambi di potere, l’architettura fortificata, e l’attuale uso vitivinicolo rendono il castello affascinante per chi ama la storia, l’architettura e il paesaggio dei Colli Piacentini.
Proprietari e storie nobiliari.
Nel corso dei secoli il Castello di Momeliano passò per diverse famiglie nobili:
Nel 1488 risultava in possesso di Giovanni Albanesi detto “Rubbino”.
Tre anni dopo (1491) risultava acquistato dal nobile Antonio Ceresa.
Nel 1530 passò per successione alla famiglia Bottigella, che nel 1534 la vendette alla famiglia Radini Tedeschi.
Verso la fine del Cinquecento, nel 1585, divenne feudo del marchese Ferrari, e nel 1595 del marchese Luigi Lampugnani che fece erigere un oratorio nel torrione orientale del castello.
Alla morte del ramo, nel 1742 il feudo venne riassorbito dalla Camera Ducale del ducato di Parma e Piacenza.
Nel 1798 il conte Gherardo Portapuglia acquistò l’immobile che poi passò ai fratelli Giovanni e Piero Jacchini. Successivamente per eredità a Gaetano Basini - da qui la denominazione “Castel Basini”.
Nei decenni successivi una contesa ereditaria durata circa trenta anni vide gli eredi Jacchini opporsi al testamento. Alla fine, nel 1868, la proprietà risultava appartenere alla famiglia Stevani, tra i cui membri si segnalava il colonnello dei bersaglieri Severino Stevani combattente nelle guerre d’indipendenza italiane.
Questa serie di passaggi evidenzia come la proprietà del castello si intrecciasse ai grandi mutamenti politici e sociali dell’Emilia-Romagna, segno che il maniero non era solo residenza ma anche simbolo di potere locale.
Restauri e utilizzo attuale.
Nel corso del XX secolo e fino ai nostri giorni il Castello di Momeliano ha conosciuto una trasformazione più pacifica. È privato ma ospita all’interno delle sue mura una cantina vinicola, la Cantina Luretta, che offre degustazioni e visite. Dal punto di vista architettonico si segnalano alcuni restauri della struttura muraria (non sempre documentati nei dettagli pubblici) che hanno permesso di conservare le caratteristiche medievali: le torri, il cammino di ronda, le tracce del ponte levatoio e delle merlature. In particolare, le fonti parlano di “ottimo stato di conservazione” attuale. Alcune fonti ci dicono che non è visitabile liberamente essendo proprietà privata. Tuttavia la cantina vinicola Luretta ospitata all’interno del Castello offre -su prenotazione- degustazioni ed esperienze enoturistiche.
Curiosità, misteri e battaglie.
Non si trovano documentazioni dettagliate di assedi o battaglie famose oltre a quanto già ricordato (l’invasione viscontea del 1372) ma il fatto che la rocca si trovi in una zona ricca di castelli e fortezze suggerisce il ruolo strategico della collina della Val Luretta e della Val Trebbia. Una curiosità: la denominazione “Castel Basini” deriva dal proprietario Gaetano Basini che ereditò la rocca dai Jacchini. L’edificio conserva tracce architettoniche di difesa: gli incastri del ponte levatoio, la merlatura con corridoio stretto, le finestre ad arco acuto murate. Questi elementi rafforzano l’idea di fortezza più che di semplice villa.
Notizie, accesso e visite.
Alcune informazioni pratiche per eventuali visite, il Castello si trova in località Momeliano, frazione del comune di Gazzola. Non è garantito l’accesso libero essendo proprietà privata, solo in occasione di eventi o su prenotazione tramite la cantina all’interno è possibile la visita. La Cantina Luretta è aperta e offre visite e degustazioni dietro prenotazione. Per arrivarci da Piacenza si prende la via verso Gossolengo poi attraverso il Ponte di Tuna fino a Gazzola e successivamente verso Momeliano.
Conclusione.
Il Castello di Momeliano è una testimonianza concreta della stratificazione storica del territorio piacentino: da insediamento romano-medievale a rocca vescovile, a fortezza nobiliaria, fino a oggi ad una fruizione più culturale ed enoturistica. La varietà dei proprietari, i cambi di potere, l’architettura fortificata, e l’attuale uso vitivinicolo rendono il castello affascinante per chi ama la storia, l’architettura e il paesaggio dei Colli Piacentini.
Castello di Momeliano a Gazzola, primi ‘900
