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Asparagi alla piacentina “della nonna”

pochi ingredienti, ma buoni, e tanto amore dicevano le nonne


Questo piatto semplice era il pranzo delle domeniche di primavera, quando la famiglia tornava dai campi e si sedeva tutti insieme. Non c’erano antipasti né dolci, ma bastava quel profumo per sapere che la stagione buona era arrivata.

Negli anni dell’Ottocento e primi Novecento la vita contadina scandiva i ritmi dei piacentini, la raccolta era un evento e l’Asparago era considerato l’oro verde. Le nostre nonne insegnavano ai bambini a riconoscere la giusta lunghezza, la punta chiusa e soda, e dicevano “Bisogna prenderlo giovane, prima che si ostini a diventare legno”. Nelle case si lessavano i gambi sottili per le minestre, mentre quelli più belli venivano legati in mazzi con uno spago e venduti al mercato nella piazza dei Cavalli. Alcuni ricordano ancora il profumo che riempiva le cucine, acqua, sale, un goccio d’aceto e il vapore che appannava i vetri. Era il segno che la primavera era arrivata, dicevano che “puliva il sangue”, nelle campagne era considerato un rimedio depurativo dopo i mesi invernali. I germogli portavano il profumo della campagna e la voce delle nonne che sussurravano a noi “Ricòrdet, fioeu, la tera l’è viva, e ogni primavera la te rende quel che ghe déet”. Questo è il segreto dell’asparago piacentino, la gratitudine della terra per chi la rispetta.

Preparazione.
Pulire e tagliare la parte dura del gambo e pelare leggermente gli asparagi con un coltellino, poi legarli in mazzetti per evitare che si rompano nella cottura. Bollire acqua salata in una pentola alta ed immergere gli asparagi in piedi, con le punte fuori dall’acqua (il vapore li cuoce). Dopo circa 10–15 minuti saranno teneri.
In un pentolino con acqua e aceto, rompere piano le uova una alla volta e farle cuocere per 2–3 minuti, fino a che l’albume si rapprende e il tuorlo resta morbido. Dopo la cottura disporre gli asparagi su un piatto caldo, adagiare sopra le uova, versare un filo di burro fuso e (per chi lo desidera) spolverare con abbondante Grana piacentino. Accompagnare il piatto con fette di pane tostato.

Ingredienti per 4 persone.
Un mazzo di asparagi piacentini freschi (circa 600 g), 4 uova fresche, 1 noce di burro (possibilmente di cascina), 1 cucchiaio di aceto bianco, sale grosso, grana piacentino grattugiato (tanti lo preferiscono stagionato 36 mesi), pane casereccio tostato.

Vino consigliato.
Ortrugo, Valnure, Trebbianino.