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Al Pin - il Ripieno delle Nonne piacentine

un piatto che si serve freddo e dalle radici rurali

Nelle campagne piacentine di un tempo la cucina era una faccenda di necessità e le nonne cucinavano con quello che la stagione e la dispensa offrivano. Bastava dire “Al Pin” e subito si capiva di cosa si parlava. Un piatto che raccontava storie di campi, di tavole semplici ma generose, un impasto di ingredienti nati dalla sapienza di chi li cucinava. Il polpettone ripieno freddo è tipico delle campagne del Piacentino, terra di colline e pianure fertili, dove i contadini avevano bisogno di piatti sostanziosi, facili da preparare e comodi da conservare. Una volta la carne era un bene prezioso e, nelle campagne, si utilizzava nelle ricorrenze o quando serviva dare sostegno dopo giornate faticose.

Se non c’era il cappone da farcire, il ripieno diventava il protagonista. Le nonne lo impastavano lentamente perché questo è un piatto che nasce dal tatto e ogni ingrediente deve sentirsi legato all’altro. Quando l’impasto era pronto veniva compattato e avvolto nella stoffa bianca e adagiato nel brodo che bolliva piano. Quel fagotto diventava uno scrigno che raccoglieva i profumi della pentola e, quando affettato, rivelava tutto il sapere delle generazioni. Servito freddo portava in tavola il senso della tradizione e la capacità di ottenere sapore dalla semplicità. Ogni casa aveva il suo modo di cucinarlo ma tutte condividevano l’anima e il sapore di quell’antico ripieno.

A far compagnia a questo ripieno non poteva che esserci una salsa piacentina preparata con ingredienti dell’orto. Una salsa che con il suo equilibrio rispecchiava la logica contadina; quello che cresce nell’orto diventa condimento. Per far legare i sapori veniva preparata in anticipo e quando arrivava il momento del ripieno si serviva nella piccola ciotola. Un gesto semplice con un risultato sorprendente con ogni boccone che diventa un equilibrio perfetto che resta nella memoria.

Preparazione.

Per la carne lessa e il brodo.
La pentola grande viene riempita d’acqua fresca, si inseriscono le verdure, la carota tagliata in due, il sedano, la cipolla intera. Poi la carne di cappone, gallina o manzo. Si porta a ebollizione, si schiuma lentamente, si aggiunge il sale. La fiamma si abbassa e il brodo deve avere un bollore lento, regolare, che richiede almeno 2 ore per il manzo e 1 ora e mezza per la gallina o il cappone. Quando la carne è tenera, si estrae e si lascia riposare. Il brodo resta protagonista e sarà lui a cuocere il ripieno avvolto nella stoffa, proprio come facevano le nonne.

Per il ripieno “al pin”.
Il pane raffermo viene spezzato grossolanamente e bagnato con il latte tiepido. Dopo qualche minuto si impasta a mano e deve diventare morbido, compatto, senza grumi. A questo si aggiungono le uova, il grana grattugiato, il salame tenero piacentino tritato (se disponibile), il prezzemolo, sale, pepe e una grattata di noce moscata. Il composto deve risultare sodo ma umido ed omogeneo. La stoffa bianca viene stesa sul tavolo e in centro si adagia il ripieno. Si arrotola e si legano le estremità, con spago o nodi stretti, e il fagotto viene immerso nel brodo ancora caldo. Far cuocere circa 45-50 minuti, a fuoco dolce e senza bollori. Poi si estrae e si lascia raffreddare completamente. Solo da freddo si affetta per accogliere la salsa.

Per la salsa piacentina.
In una casseruola si scalda l’olio buono con l’aglio e si fa rosolare dolcemente finché non rilascia profumo. A questo punto si aggiungono le acciughe che si sciolgono piano. Si aggiunge la passata di pomodoro mescolata con cura. Far sobbollire a fuoco basso per 15-20 minuti, finché si addensa. Alla fine si unisce il prezzemolo tritato e, se piace, un mezzo peperoncino. Il risultato è una salsa rossa sapida ma fresca, perfetta per dare voce al ripieno.

Ingredienti per 4 persone.

Per la carne lessa. 900gr-1kg di cappone, gallina o manzo da bollito, 1 carota, 2 coste di sedano, 1 cipolla, 1 spicchio di chiodi di garofano (se si vuole profumare), 1 foglia di alloro, sale grosso.

Per il ripieno “al pin”. 200gr pane raffermo, 200ml latte intero, 2 uova, 80gr grana piacentino, 90gr salame piacentino morbido (o pancetta tesa tritata), 1 cucchiaio di prezzemolo tritato, 1 grattata di noce moscata, sale e pepe, una stoffa bianca da cucina.

Per la salsa piacentina. 300ml passata di pomodoro, 4 cucchiai di olio buono, 1 spicchio d’aglio, 3 filetti di acciughe sott’olio, 1 cucchiaio di prezzemolo tritato, mezzo peperoncino (chi lo desidera), sale e pepe.

Vino consigliato.
Gutturnio Frizzante, Gutturnio Superiore. Per accompagnare questa preparazione antica e saporita, il vino ideale è un rosso vivace della tradizione locale. Con la sua freschezza e la bollicina briosa pulisce il palato dal ripieno e dalla salsa.