le Feste Agostane nella Piacenza del 1897
Corse al Galoppo, Eleganza e Meraviglia in Città
Nel cuore dell’estate la città visse due giornate ricordate come uno dei momenti più intensi della vita cittadina di fine Ottocento. Le Feste Agostane, ricche di eventi civili, sportivi, religiosi e spettacolari, trasformarono Piacenza in un palcoscenico di animazione, luce e partecipazione popolare. Per due giorni interi piazze, strade e spazi fuori porta furono invasi da visitatori, forestieri, militari e famiglie intere, in un clima di entusiasmo continuo che univa tradizione e modernità, devozione, svago ed emozione collettiva. Uno dei primi appuntamenti di rilievo furono le gare e gli assalti di scherma, organizzati con i circoli schermistici e con numerosi militari, in particolare ufficiali di stanza a Piacenza. Gli assalti di sciabola, spada e fioretto attrassero un pubblico attento e numeroso, affascinato dai movimenti e dalla tecnica degli atleti. Era un’epoca in cui la scherma rappresentava non solo uno sport ma anche una disciplina formativa, questi incontri assumevano un valore speciale, erano espressione di onore, precisione e controllo. Le armi lucide, le divise, il silenzio prima degli assalti e gli applausi finali contribuivano a creare un’atmosfera spettacolare.

Un altro momento centrale delle feste fu rappresentato dalle corse ippiche, che si svolsero fuori Porta Fodesta, lungo il Po, su una pista allestita con steccati realizzati per l’occasione. L’area delle corse divenne un autentico salotto all’aperto. Si incontravano signore elegantissime con cappelli raffinati, gentiluomini della borghesia piacentina e numerosi militari desiderosi di mettersi in evidenza in un contesto mondano e competitivo. I cavalli, allenati e presentati in condizioni impeccabili, erano il vanto delle rispettive scuderie. Numerose le iscrizioni, comprese quelle di ufficiali di cavalleria di stanza a Piacenza, a testimonianza del forte legame tra l’ambiente militare e l’arte equestre. Notevole il programma delle corse composto da: la Corsa Gotico, la Corsa Piacenza, la Corsa a Siepi, la Corsa Po e la Corsa Consolazione. Molto interesse suscitarono alcuni cavalli che avevano già calcato le piste di Parigi e di Milano San Siro, portavano a Piacenza un alto livello agonistico e un’eco internazionale che accresceva il prestigio dell’evento. Ad accompagnare le giornate di festa furono le numerose bande musicali, che si alternarono in diversi luoghi della città. Alternavano marce, brani popolari e pezzi festosi che allietavano il flusso continuo di persone, creando un’atmosfera vivace. La musica univa idealmente i diversi luoghi delle celebrazioni, creando in città un unico grande spazio festivo. Nel quartiere popolare del Borgo, legato ai festeggiamenti popolari, l’attenzione era tutta rivolta alla Gran Cuccagna, già montata e pronta per la sfida. Alta 13 metri, dominava la piazza con i suoi premi appesi: vino, salumi, diverse lire, anitre e altre sorprese, pronti ad attirare curiosi e giovani partecipanti. Le quattro squadre iscritte diedero vita a una seguita competizione, (tra incitamenti, applausi e risate), fu uno dei momenti più partecipato dell’intera festa. La Piazza del Borgo e le case circostanti furono impreziosite da una illuminazione ad incandescenza e “alla veneziana”, creando un suggestivo colpo d’occhio. In particolare venne segnalata, per la sua eleganza, la casa con il balcone dei Fagnola splendidamente illuminato e ammirato da tutti.
una Piacenza in fermento proiettata verso la modernità
Durante le Feste Agostane, Piazza Cavalli presentava una grande e insolita animazione. Il continuo flusso di cittadini e forestieri garantiva un lavoro incessante per i vetturanti e per gli esercenti. In alcuni momenti era impossibile trovare una vettura libera, segno della straordinaria affluenza. Anche mantenere l’ordine pubblico fu una vera fatica, e tutta l’attività proseguì fino a tarda notte, ben oltre la mezzanotte. La Piazza Duomo appariva gremita di signore e signorine, attratte dall’atmosfera festosa e dalle illuminazioni. Molto apprezzata la luce a gaz acetilene del Caffè Passerini, mentre un segno molto suggestivo fu la Madonna sulla colonna, era stata inghirlandata e illuminata con una corona e gaz acetilene. Segno dell’unione tra fede e festa popolare. Per l’occasione il Vescovo celebrò una messa molto partecipata, cantata dai seminaristi, che rappresentò il momento spirituale più alto delle celebrazioni. Grande era l’attesa per gli spettacoli pirotecnici. Infatti i primi fuochi di prova, vennero accesi il giorno prima, nel piazzale del Giardino di San Savino che illuminarono il cielo estivo. Nella serata del 15 agosto lo spettacolo più imponente ebbe luogo in Piazza Cavalli, dove venne allestito un programma pirotecnico di eccezionale ricchezza: con ruote, fuochi rabescati, le tre gemelle, ombrellini cinesi, capricci pirotecnici, vasi luminosi giganti, tamburelli egiziani, oltre a ruote a luce di magnesio. Ci fu il gran finale, composto da duemila razzi e candele romane, che chiuse la serata tra applausi, esclamazioni di meraviglia e una folla entusiasta. Per l’occasione, al calar della notte “il Macchinon chiamato Torre delle Fate”, si accendeva. Era una macchina scenografica ricca di luci e forme fantastiche. Il suo splendore visivo lo rese uno dei simboli più iconici delle Feste Agostane di Piacenza. A fine Ferragosto la torre veniva ritualmente bruciata, davanti a una folla numerosa. Con questo evento spettacolare si chiudevano le celebrazioni con un forte valore simbolico e popolare che ha segnato la memoria storica della città

corse fuori Porta Fodesta
Nel periodo delle feste, il signor editore Porta mise in vendita una cartolina ricordo, (disegnata dal giovane e bravo litografo Torquato Ferrari), destinata a diventare una preziosa testimonianza di quelle belle giornate. Vennero anche predisposte facilitazioni ferroviarie e tramviarie, che favorirono l’arrivo di visitatori e contribuirono al grande successo delle celebrazioni. Le Feste Agostane del 1897 furono un esempio di modernità di fine Ottocento: Piacenza divenne una città capace di unire sport, spettacolo, innovazione tecnica, tradizione popolare e vita religiosa, aprendosi con entusiasmo al pubblico e al futuro. La città seppe mostrarsi come una città viva, accogliente ed elegante, capace di festeggiare due giorni intensi, vissuti di partecipazione e orgoglio, lasciando un ricordo profondo nella storia cittadina e nella memoria collettiva.
