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i Vini DOC Piacentini

Una delle eccellenze del territorio piacentino è il vino già apprezzato, nella millenaria storia dei Colli Piacentini, da Giulio Cesare grazie alle origini locali della moglie Calpurnia. Piacenza da sempre è considerata terra dei Vini, lo dimostra anche con i numerosi reperti archeologici rinvenuti in varie occasioni.. ricordiamo il famoso boccale “Gutturnium” rivenuto nelle acque del Po in modo casuale nel 1878. La viticoltura piacentina occupa una posizione importante per l’economia locale e si estende per circa 6000 ettari di territorio agrario ed il 71% di questi vigneti sono iscritti all’Albo della DOC Colli Piacentini. I vini DOC delle valli piacentine sono tutti raccolti in una DOC denominata “Colli Piacentini ”. La “DOC Colli Piacentini” viene costituita e approvata con dpr il 18 Luglio 1984. Nel 1967, il 9 Luglio, viene assegnata la DOC al Gutturnio. Da evidenziare che il comune di Ziano Piacentino è il comune con la più alta superficie vitata d’Italia, considerato il rapporto tra gli abitanti e la superficie del suo territorio comunale.

gutturnium – boccale di epoca romana

Di seguito ricordiamo i vini che appartengono alla “DOC colli piacentini”

Gutturnio, Barbera dal 55 al 70% e Bonarda dal 30 al 45%,
zona di produzione, Val Tidone, Val Luretta, Val Trebbia, Val Nure, Val Chiavenna, Val Chero, Val d’Arda,
si abbina con, arrosti di carni bianche e rosse, minestre, fritti e lessi di carne di maiale,
servire a temperatura di 16°/18°.

Gutturnio Classico, 60% Barbera e 40% Bonarda,
zona di produzione, Val Tidone, Val Nure, Val Chero e Val d’Arda,
si abbina con, risotti, arrosti di carni rosse e bianche, pollame alla griglia, minestre asciutte con sugo,
servire a temperatura di 18°.

Gutturnio Superiore e classico superiore, viene prodotto nelle stesse zone del Gutturnio Classico e con le stesse proporzioni delle uve. Si definisce superiore per la sua maggiore gradazione alcolica rispetto al Gutturnio tradizionale,
si abbina con, tutti i piatti succulenti a base di carne e selvaggina,
servire a temperatura di 19°/20°.

Gutturnio Riserva e Classico Riserva, viene prodotto nelle stesse zone del classico e con le stesse proporzioni delle uve. Ricordiamo che deve avere un invecchiamento di almeno due anni, parte in legno.
si abbina con, piatti importanti di carni rosse e selvaggina,
servire a temperatura di 20°, stappando e scaraffando circa un’ora prima.

Trebbianino Val Trebbia, viene prodotto con uve di Ortrugo, Malvasia di Candia, Trebbianino Romagnolo e/o Sauvignon,
zona di produzione, Val Trebbia e nei comuni di Agazzano e Gazzola della valle del Luretta,
si abbina con, antipasti leggeri,pesce di acqua dolce, frittate, minestre asciutte,
servire a temperatura di 10°.

Monterosso Val d’Arda, viene ottenuto da uve di Malvasia di Candia, Moscato Bianco, Ortrugo e Trebbiano Romagnolo,
zona di produzione,Val Chero, Val d’Arda, Val Chiavenna e Stirone,
si abbina con, se è dolce sta bene con frutta e dolci a fine pasto, se è secco si serve con pesce, antipasti e minestre asciutte,
servire a temperatura di 10°.

Valnure, viene ottenuto da uve di Trebbiano Romagnolo, Malvasia di Candia e Ortrugo,
zona di produzione, Val Nure e Val Riglio,
si abbina con, antipasti, pesce, carni bianche, formaggi dolci, minestre in brodo,
servire a temperatura di 10°.

Barbera, viene ottenuto dalle uve dell’omonimo vitigno, presenti per almeno l’85% e da altre uve rosse di varietà raccomandate o autorizzate nella provincia di Piacenza,
zona di produzione, si produce su tutta l’area collinare e montana del piacentino,
si abbina con, minestre asciutte al sugo, carni arrosto, formaggi saporiti, cacciagione, brasati,
servire a temperatura di 18°.

Bonarda, vino ottenuto da uve Croatina per almeno l’85%, sono ammesse altre uve autorizzate per la provincia di Piacenza. In commercio si trova Bonarda del tipo secco e dolce,
zona di produzione, praticamente si coltiva in tutte le nostre vallate,
si abbina con, se è dolce sta bene con frutta e dolci da forno, se è secco si serve con carne o risotti,
servire a temperatura di 12°/13° il tipo dolce, a 18° il tipo secco.

Malvasia, vino ottenuto da uve della varietà Malvasia di Candia, aromatica per almeno l’85% e da altre uve bianche raccomandate o autorizzate nella provincia di Piacenza,
zona di produzione, si produce in quasi tutte le valli del piacentino,
si abbina con, se è dolce sta bene dessert e biscotti, se è amabile con formaggi dolci, se è secco si serve con antipasti, carni bianche e pesce,
servire a temperatura di 7°/8° il tipo dolce e amabile, a 10° il tipo secco.

Ortrugo, vino ottenuto dalle uve dell’omonimo vitigno per almeno il 90% e da altre uve bianche autorizzate, escluse quello aromatiche,
zona di produzione, colline delle vallate piacentine,
si abbina con, aperitivi, antipasti, carni bianche, pesce, minestre in brodo, formaggi non stagionati,
servire a temperatura di 10°.

Pinot Grigio, vino prodotto con uve dell’omonimo vitigno per almeno l’85% e da altre uve autorizzate nella provincia piacentina,
zona di produzione, area collinare e montana delle valli piacentine,
si abbina con, antipasti, primi piatti delicati e raffinati, la versione spumante è idonea da aperitivo,
servire a temperatura di 10°.

Pinot Nero, il vino è ottenuto dalle uve dell’omonimo vitigno per l’85% , o dalle altre uve rosse autorizzate,
zona di produzione, area collinare piacentina,
si abbina con, minestre asciutte con sugo, carni arrosto, formaggi saporiti, paste ripiene, selvaggina, se vinificato in bianco si adatta a tutto pasto,
servire a temperatura di 18°.

Sauvignon, prodotto con uve sauvignon per almeno l’85%, più altre uve bianche autorizzate nella provincia di Piacenza,
zona di produzione, zone tipiche dei colli piacentini,
si abbina con, antipasti, piatti freddi, carni bianche, pesce, minestre, crostacei, torte di verdure,
servire a temperatura di 8°/10°.

Chardonnay, ottenuto dalle uve dell’omonimo vitigno per l’85%, più altre uve bianche autorizzate ,
zona di produzione, area collinare piacentina,
si abbina con, antipasti, minestre, pesce, pesce al cartoccio, carni bianche,
servire a temperatura di 10°.

Cabernet Sauvignon, anche questo vino si produce con le omonime uve per l’85% , più altre uve rosse autorizzate nella provincia piacentina,
zona di produzione, è quella tipica dei colli piacentini,
si abbina con, piatti di carne, fritti e alla brace,
servire a temperatura di 18°19° stappando un0ora prima.

Novello, ottenuto dalle uve Pinot Nero, Barbera e Bonarda, da sole o in uvaggio per il 60% e da altre uve a bacca rossa autorizzata,
zona di produzione, le tipiche colline piacentine,
si abbina con, bolliti, brasati leggeri, castagne, formaggi saporiti,
servire a temperatura di 16°/18°.

Vin Santo, ottenuto con uve appassite della varietà Malvasia di Candia, Sauvignon, Marsanne, Trebbiano Romagnolo e Ortrugo, da sole o in uvaggio per l’80% o da altre uve raccomandate, invecchiare per almeno 4 anni anche in legno,
zona di produzione, è quella stabilita nel disciplinare dei colli piacentini,
si abbina con, piccola pasticceria, dessert, formaggi piccanti, da metidazione,
servire a temperatura di 9°/10°.

Vin Santo di Vigoleno, ottenuto da uve appassite su piante e graticci delle varietà Marsanne, Beverdino, Sauvignon, Trebbiano Romagnolo e Ortrugo per il 60%, possono concorrere alla produzione uve bianche autorizzate per la provincia di Piacenza con esclusione di quelle aromatiche, l’invecchiamento è di 5 anni di cui 4 in botti di legno della capacità massima di 500 litri,
zona di produzione, comprende il territorio collinare fra l’Ongina e lo Stirane del comune di Vernasca, tutto il processo di produzione deve avvenire nel comune di Vernasca,
si abbina con, dolci e torte a pasta secca, cioccolato, da metidazione,
servire a temperatura di 9°/10°.


etichetta disegnata da Bot

Nota per i Vini

Per quanto riguarda i vini, la legge sui vini DOC (denominazione d’origine controllata)prevede una specie di scala gerarchica, da quelli di maggior pregio a quelli meno pregiati, almeno sulla carta: vini DOCG (denominazione d’origine controllata e garantita); vini DOC (denominazione d’origine controllata); vini IGT (indicazione geografica tipica); vini da tavola col nome dell’uva; vini da tavola con nome di fantasia. Teoricamente i primi dovrebbero essere migliori dei secondi, i secondi dei terzi e così via, ma in verità può succedere benissimo l’inverso, anche se per i DOCG la regola è piuttosto attendibile. Se però in etichetta è indicata una “sottozona” (Comune, frazione, località), il vino merita ulteriore attenzione: quasi certamente significa che proviene da un’area geografica più prodiga di qualità e che la resa massima di uva per ettaro deve essere minore di quella prevista per l’intera zona della denominazione d’origine. Un indizio di qualità è anche l’indicazione in etichetta della vigna, perché presumibilmente se è nominata è buona. In ogni caso, va ricordato che se c’è tale indicazione le uve devono provenire soltanto da quella vigna e la vinificazione deve avvenire separatamente dalle altre uve, in quanto, sempre presumibilmente, si tratta di una vigna che dà un prodotto migliore per la conformazione del terreno, l’esposizione al sole, eccetera. (a cura di Walter Bosi – Piacenza 2011).


par la mòstra d’l’uga a Piaseinza