penna

a Piasenza as Disa Csè..

“manuàl dal dialòt piàsintèin”


Prima della venuta dei Latini la pianura padana era abitata da tribù mediterranee, retiche-liguri e iberiche. Dei loro linguaggi non abbiamo tracce scritte però, come affermano gli studiosi, alcune radici di parole indicano l’appartenenza alle parlate pre-latine. Le pronunce, i modi di dire, sono espressione di molti fattori che interagiscono e si differenziano a secondo delle occasioni, dell’ambiente e delle origini di ciascuno di noi. Sappiamo che la parola “dialetto” significa parlato locale, rappresenta il modo di esprimersi del popolo contadino proprio di un luogo, un borgo, di un paese, si tratta di un idioma parlato in una zona ristretta che identifica il territorio ed il modo locale di comunicare. Molte volte capita che nascono nuovi vocaboli dall’esigenza di esprimere concetti nuovi o da situazioni e sensazioni imprevedibili. Ricordiamo che il nostro passato è la molla che ci spinge a vivere il presente e proietta i giovani nel futuro. Che cultura sarebbe senza le proprie radici? Vogliamo raccogliere, con questo piccolo breve manualetto, le parole dialettali che ci sono state tramandate con la speranza di offrirle alle generazioni future.
Auspichiamo la concreta collaborazione dei piacentini che invitiamo ad inviare le vostre parole del dialetto per arricchire il “manualetto piacentino-italiano”.


Abà - abate.
Abbass - in basso.
Abbuccàt - abboccato.
Abbunura - di buon ora.
Abotta - molto; bein -moltissimo.
Abbunà - abbonarsi.
Abzont - unto.
Adsevad - insipido.
Aguia, Aghiadel' - pungolo per buoi.
Andarò - girello per bimbi.
Animalein - maialino.
Annùs - anno brutto.
Arfatt - rifatto.
Àrbiu - abbeveratoio, realizzato scavando un tronco.
Arius - arioso.
Agùccion - grosso ago.
Algnera - legnaia.
Altera - lettiera.
Amandulà - mandorlo.
Alzarein - leggerino.
Amdàia - medaglia.
Andarein - girello.
Appòs - contro.


Bablà -chiacchierare.
Baccaià - gridare.
Baccaion - ciarlone.
Baga - contenitore in pelle per trasporto del vino.
Bagurd - bagordo.
Bancà - cassone per conservare i cereali.
Barciaclon - ciarlone.
Barciàcula - ciarlona.
Bargamein - bergamino, vaccaro.
Bardùgà - frugare.
Bargnoccla - bernoccolo.
Bàrgu - conservare le castagne in una buca nel bosco.
Bargus - pigro.
Barnì - rabbrividire.
Barra - carretto-sbarra.
Barulé - arrotolare calze e calzoni al ginocchio.
Basgan - citrullo-villano.
Baster - bastaio.
Basta - gabbiotto che immobilizza il bue per la ferratura.
Basul - bastone per il trasporto dei pesi in spalla.
Basula - grande recipiente rotondo con bordi alti.
Basulon - venditore e ambulante di generi alimentari.
Bënna - oggetto usato per il trasporto del letame.
Bërlêina - paratoia di un canale.
Bicciarà - are una bicchierata.
biff e baff - senza rispetto.
bigg’ - tronco di legno.
Birocc - calessino a due ruote.
Biscà - rodersi.
Bössu - rovo con spine.
Bricòlla - inezia, piccola quantità.
Brletta - piccolo barile di legno per custodire acqua fresca.
Bstrà - pastore di bovini.
Bügà - bucato, fare il bucato.
Bulugnà - sbolognare.
Bùllass - bullaccio.
Burtleina- sottile schiacciata fatta a base di farina di grano e cotta in padella con olio.
Buslan o pan dusi - ciambella.
Bùson - bucone.


Cadnass -catenaccio.
Càgamoll - persona molle.
Calamarera - calamaio.
calìff - bicchiere di vino.
Calliva - galaverna.
Calzulèr - calzolaio, produce e vende le scarpe.
Camusson - prigione.
Canaion - briccone.
Cãn burdòn - molosso, cane grosso e cattivo.
Canlà - colpo di matterello.
Cantaragna - cantarana, quartiere cittadino.
Carabattola - cianfrusaglia.
Caragnàda - piagnisteo, pianto lungo.
Carantàn - moneta.
Carnalùss - gola, gargarozzo.
Càssar - fienile, tettoia.
Cavagn - cesto fatto di vimini.
Ciapa - pietra liscia, una volta usata per pavimenti.
Crava - tipico cavalletto usato per segare la legna.
Cudà - vecchio corno di bue che si immergeva nell'acqua.
Curbela - cesto in legno a forma piramidale, conteneva i semi.
Curtela - coltello a lama lunga.


Dabbòn – davvero.
Dacquadòra - innaffiatoio.
Darnèra – lombalgia, mal di schiena.
Dasbuslà – dislocare, togliere una cosa dalla propria sede.
Dascòmpàgn – diseguale.
Dasconsamnestra - persona sempre insoddisfatta.
Dasgagià – spigliato, lesto.
Daspèd – dispetto.
Dasprèsia – di fretta.
Dastòmgà – nauseato.
Dògà – riordinare.
Döppiu – legno di olmo per realizzare i gioghi degli animali da tiro.
Dòz – dolce.
Dròccà – cadere.
Dsmoi - ranno, miscuglio di cenere e acqua bollente usato un tempo per lavare i panni.
Dùg – gufo.
Dvìs – sembra, mi pare.
Dzùin – digiuno.


Era – aia, spazio di terra per battervi il grano.
Erba bòna – finocchio.
Erba mus'cina – muschio.
Erbaszzòn – erbaccia.
Èrpëgu - erpice, strumento per agricoltori.
Ertag – spesso, grossolano.
Esimplàr – modello, la scrittura che gli scolari tengono davanti per imparare a leggere.
Ess o jess – essere.
Essere fuori di sè - ess zù ad lü.
Evento di breve durata - passaiana.


Faliva – favilla, piccola parte.
Fàll – errore, sbaglio.
Fallà – difettoso.
Fanàl – lampione.
Fargòn – strofinaccio.
Farlètta – mancia.
Fèrr da sgà – falce.
Filòn dla scheina – spina dorsale.
Fiòcca – nevica.
Fòdra - fodera, si usa anche per fortuna.
Fògheint - infuocato, incandescente.
Fòglareina – scaldino da letto.
Fògn – spiegazzato.
Fòmla – femmina.
Fòrmintòn – grano duro, qualità di frumento.
Fòtta – fregatura.
Fràmbòs – lampone.
Frra, Fràr – fabbro.
Frslein - forma per riporre la toma del formaggio.
Frùst – usurato.
Fugareina - piccolo braciere usato per scaldare il letto.
Fugon - grosso braciere per scaldare l'acqua.
Fuiarein - le tagliatelle.
Fuméra - nebbia.


Gàbbàzz – attrezzo da muratore, contenitore per la calcina.
Gabòla – raggiro, imbroglio.
Gadàn – bruco,tritone, si usa anche per una persona maleducata, becera.
Gallètta – bozzolo del baco da seta, arachide.
Ganassa – ganascia, mandibola.
Garlìt – garretto, parte della gamba che va dal polpaccio al tallone.
Garòfi - garofano.
Gavàrd - piccola paletta di ferro che si usa per raccogliere le braci nel camino.
Gazaghè – chiasso, grida, frastuono.
Gensiäna - fiore diffuso in val d'arda, la radice viene usata per liquori e decotti.
Ghìgna - ghigno, smorfia del viso, si dice anche di chi non ha vergogna di niente.
Ghignàda - grassa risata.
Giòva - pannocchia della melica.
Girèlla – carrucola.
Giurnal a ràdiu - giornale radio o più di recente il telegiornale.
Giusmèin - gelsomino, si usa anche per descrivere una bella ragazza.
Glètt - solletico.
Gnanca – nemmeno.
Gnanmò - non ancora.
Gnesa - agnese.
Gòlòn o Gònòn - sorso, sorsata.
Gòmìs - avvilirsi, commuoversi, rattristarsi.
Gòmisèll – gomitolo.
Gòrgnàl - insalata da campo.
Gratì - griglia di legno per essiccare le castagne.
Gras pist - lardo battuto con aglio e prezzemolo.
Grassèi - ciccioli di maiale.
Guano - concime di escrementi di uccelli.
Guatri - zolle.
Guattra - zolla di terreno.
Gudass, Gudassa - padrino, madrina.
Gugnein - piccolo maiale.


Imbadaià - sorpres, stupito, confuso.
Imbalordì - sbalordire, assordare.
Imbambòlì - instupidire, rimbambire.
Imbariàg – ubriaco.
Imbrusiàs - escoriarsi, infiammarsi in tutti i sensi.
Infilzà - infilzare, infilare.
Ingambisà – inciampare.
Inòngiàs - accorgersi di qualche cosa, avvedersi, mangiare la foglia.
Inquartà - dicesi di persona veramente grassa.
Insòmintì - stupido, balordo, addormentato.
Insudì - innestare.
Intabarràs - coprirsi bene, coprirsi con un pesante mantello, tabar.
Intevdì - intiepidire, rendere tiepido.
Isaplàs - incagliarsi, sprofondare nel fango.
Inviàs - avviarsi, iniziare.


Ladèin - latino.
Lagòzzein - aguzzino, furfante, birbante.
Laitzel - parte liquida rimasta dopo aver fatto il burro.
Lappà - mangiare smodatamente.
Laseina - ascella.
Lattèin - lattivendolo.
Lattòn - ovino con meno di un anno di vita.
Lèbga - materiale viscoso, muco, bava delle lumache.
Leindna - uova di pidocchio.
Leindnòn - dicesi di persona sporca.
Leònzèin - mughetto.
Lesa - slitta trainata da buoi.
Leva-mòta - attrezzo usato per pulirsi le scarpe, leva fango.
Levòr o levra o Leura - lepre.
Lignère - deposito con attrezzi di falegnameria.
Ligòr - ramarro.
Linzà - tagliare una cosa nuova, non iniziato, dicasi spesso per alimenti.
Lirà - piangere, pianto dei bambini.
Liscòn - pigro, fannullone, poltrone.
Lòcc, Allocco - aggettivo piacentino usato per indicare una persona balorda o stordita.
Lòdria – lontra.
Lòffi - spossato, sgonfio, floscio.
Lòia – noia, Lòià - annoiante, seccante.
Lòv – lupo.
Lubbià – cadere.
Lùdal - urlo, ululato.
Lussa – acquazzone.


Macciavèlla - astuzia, scaltrezza, tranello.
Maccion - mucchio di sassi.
Madgòn - medico mediocre, guaritore.
Magiòstar - fragola.
Magiòstrèin - originario del paese di Cortemaggiore.
Magnàn - aggiustatore dei paioli o pentole.
Magòtt - abitanti originari della sponda lombarda del Po.
Malgàzz - gambo secco e scarti del granoturco.
Malghèin - malanno.
Mantègna - ringhiera.
Marisàn - melanzana.
Marlètta - maniglia di una porta.
Martleina - vecchio strumento per la mola delle ruote dei mulini.
Masa u gugnein - uccidere il maiale.
Masslein, Masulari - il norcino.
Medanti - i mietitori.
Misculèra - paletta per separare le parti solide dalle liquide.
Mzeina - parte del maiale ucciso, dal collo alla coscia.
Miàga - albicocca.
Miàra - migliaia, grosso numero, unità di misura per grandi distanze.
Micca - pagnotta, Micchein - piccolo pane.
Miòlla - mollica del pane.
Miscòl - mestolo.
Mlèsc - piccoli insetti nocivi per le piante.
Mnud - inuto, piccolo, sottile.
Mucclòn - moccio del naso, stoppino usato delle candele, dispregiativo.
Mòi - fradicio, ammollato, inzuppato.
Mòietta - lunga pinza di ferro che serve per ravvivare il fuoco del camino.
Mòscatell o Muscadella - uva moscato dalla quale si ricava il famoso vino.
Mòta – fango, parola da cui deriva Mòtarò - fabbricante di mattoni crudi.
Mulnàr, Murnà - mugnaio, macinatore di cereali.


Napuléju – frutto uncinato di erbacce campestri che si attacca facilmente ai vestiti.
Naròncòl – ranuncolo, pianta da fiore.
Nasta - senso dell'odorato molto sviluppato.
Navazzò o Navassa - contenitore di legno dove si pigia l'uva.
Necc – arrabbiato, seccato, irato.
Nià o Arnià - nidiata di animali, covata di uccelli.
Nòdrigà – riassettare, ripulire.
Nuvolone scuro - scüròn.
Nvòd – nipote.


Offelleria - pasticceria, confetteria.
Occiu! – attenzione, largo..
Ognidöin – ognuno.
Ognivöin – ognuno a modo suo.
Olifant – elefante.
Olam - olmo.
Ombàrzàl - ombelico.
Omera - attaccapanni.
Ont - grasso, unto.
Onza – oncia.
Oral – orlo.
Orb – orbo, cieco.
Onza – oncia, dodicesima parte di una libbra, unità di peso.
Orbsèin - piccolo rettile da prato dalla vista poco sviluppata.
Orèvas - orefice.



Paron – conduttore di bestiame.
Parvostar – prevost.
Partagon – perticone.
Padsera - folta capigliatura.
Paiòn - grosso sacco pieno di paglia una volta usato come materasso.
Pàlta - nome dato alla bottega dove si vendevano tabacchi e liquori.
Paltadòr – tabaccaio.
Panà - minestra a base di pane.
Panaròn - scarafaggio, blatta.
Panèll - Pastone fatto con vari alimenti e dato come mangime agli animali.
Papatàs - insetto simile alla zanzara, papatace.
Paràda - corredo matrimoniale della sposa.
Pargalla - pera selvatica.
Pargallòn - spilungone, persona molto alta.
Parò - paiolo o calderone di rame.
Parpaiòn - truciolo del legno piallato.
Parpella - palpebra.
Parsaghèina - valeriana, erba commestibile.
Patèr -rivenditore di cose usate.
Patòna - dolce fatto con farina di castagne, castagnaccio.
Pecca - scalino della porta d'ingresso.
Piccàia o Piccài - picciolo dei frutti, materiale che serve per legare o attaccare.
Pigòzz o Pigòzzeina - picchio.
Pòdareina - falcetto dalla lama pieghevole usato per la potatura.
Pòdàzz -i rami della vite che sono stati potati.
Pòggiò - poggio, terreno rialzato, ballatoio, terrazzino.
Pòlizza (d'ai) -picchio d'aglio.
Pòmgranà - melograno.
Pzèin -parte della zampa del maiale che viene cucinata, piedino.


Quàia - quaglia.
Quacciàs - accucciarsi, accovacciarsi, chinarsi.
Quacciòn – di nascosto, furtivamente.
Quaiarö – strumento per imitare lo stridere delle quaglie.
Quacc’ quacc’ – quatto quatto, mogio mogio, cucco cucco.
Quarèl - mattone.
Quäia – quaglia, sbornia.
Quarlä – colpo di mattone.
Quattä – letteralmente coprire o sovrapporre una cosa sopra l’altra.
Quatt – coperto.
Quartana freva – febbre malarica.
Qui pro quo – equivoco, prendere una parola per l’altra.
Quintèran - antico nome dato ad un'insieme di fogli di carta, quaderno.
Quindsèda o Quindseina - quindici giorni, retribuzione quindicinale, quindicina.
Qull – quello, quegli, colui.


Rabattàs - ingegnarsi, arrangiarsi in qualche maniera.
Racca - raspo d'uva, grappolo senza uva.
Racchit – vinacciolo, granelli dell'uva.
Racchittòn - guscio della lumaca, si dice di cosa malfatta, deforme, contorta.
Ragnarò - pescatori di rane.
Ragò - confusione, casino, alla rinfusa.
Rampèin - gancio, uncino.
Rampigaròla - edera, rampicante che si inerpica.
Ràngògnà – litigare, rimbrottare, prendersi a male parole.
Rasanèll - parte del grappolo, diramazione del grappolo.
Ras'c – raschio, parte del fiume con acqua bassa e corrente forte.
Rèsga – sega. Rasgà – segare. Rasgadùra – segatura. Rasghèin - seghetto.
Ravòlò - pattume, qualsiasi cosa da buttare non più utilizzabile.
Razdòr - capo dei lavoranti, lavoratore.
Regòlizia o Rigùlizia - liquirizia.
Ribàbòla – scacciapensieri, usato per indicare cose costruite con poca cura.
Ribìola - formaggio ovino, ribìola o furmài niss cui saltarel, formaggio con vermetti.
Robacanton - gioco dei quattro cantoni.
Ròbià - masticare rumorosamente.
Ròmla - crusca.
Ròsgà – rodere, rimuginare, rosicchiare, masticare un boccone amaro.
Ròsà - rugiada.
Ròstizzàna - misto di verdure arrostite da sole o con la carne.
Rudaròla - paletta per raccogliere l'immondizia.
Rudella - rotella, rotula, ruotino.
Rùga - via stretta, ruga della pelle.
Rùgà - frugare.
Rùtta - strumento in legno per liberare dalla neve.


Sablà - modo di camminare sbilenco e pesante.
Sacòzza o Sacòggia - tasca.
Sagattà - scuotere, agitare.
Saiètta - saetta, fulmine, folgore.
Sambràn - stipite o telaio di legno delle porte.
Sanguètta – sanguisuga, modo di dire delle persone vivaci.
Savòr - prezzemolo.
Sbarlà - spalancare, aprire quanto più si può una cosa.
Sbiòtt – nudo.
Sbòrfòn - sbuffo, soffione, zaffata
Sbrumàda - spruzzata, bagnata.
Scarnèbbia - pioviggine, caduta di minute gocce d'acqua.
Scappuzzà – inciampare.
Scarttòzzèin – ginocchio.
Scattiòn - capellone, capelli lunghi e arruffati.
S'ciòpp - schioppo, fucile, scoppio.
S'ciùss – afa, aria caldissima.
Scùd – scudo, moneta da 5 lire d'argento e raffigurava appunto uno scudo.
Scòrba o Scòrbèin - cesta o contenitore di vimini.
Scravà - tagliare, potare.
Sègla – setola, taglietti e crepe della pelle che vengono con il freddo, segale o biada.
Sfrùs - di frodo, contrabbando, sotterfugio.
Sgài - grido acuto.
Sgiràtt – scoiattolo.
Sgrinzlòn – brivido, tremito.
Sguttàs – ruzzolarsi, distendersi, rivoltarsi e muoversi a terra.
Sìllar – sedano.
Simeint - prova ardua e rischiosa, cimento.
Sintigliòn – basette.
Sizòra - forbici, cesoie.
Snàvra – senape.
Sòcca - tronco di albero tagliato, pezzo di legno da camino.
Sòrcià – ascoltare, origliare.
Sotpèdan - tappeto scendiletto.
Sparavèr - atrezzo da muratore sul quale viene appoggiata la calce, rete da pesca.
Spàrs – asparago.
Spressia - fretta, premura.
Spudaccèra - vaso una volta usato per sputarvi dentro il tabacco da masticare.
Stàbi o Stàbiàra - porcile, porcilaia.
Stabilì - intonacare .
Stramlòn – spavento.
Stròppa - scudiscio per governare gli animali, rametto per legare le fascine di legna.
Strabòd - torbido, poco limpido.
Strafus - sotterfugio, per vie traverse.
Stücchein - figurina di gesso, bellimbusto.
Svalòs - disattento, svagato, spensierato.


Tabaccà - prendere del tabacco, scappare via.
Tabàr – tabarro, mantello.
Tabbia - involucro dei legumi.
Taccòn - venuto male, di poco valore, brutto.
Tapògn - ammendo, toppa, cucitura.
Tarnegà - puzzare, appestare, ammorbare.
Tàst - ripieno per arrosti.
Taznà - pulire, nettare.
Tera - termine che si usa per indicare cose disposte in fila.
Tibòri - catacombe, sotterranei delle chiese.
Tignòn - modo per indicare una persona molto avara.
Ticc' – tetto. Ticcià - fare il tetto. Ticcia - teglia da forno.
Timpèsta – grandine, tempesta.
Tirabbussòn - cavatappi, cavaturaccioli.
Tirìgn - tenace, gommoso.
Tòfgnòn - tanfo, fetore di muffa.
Tolla - latta. Tòllèin - lattina.
Tòmal – prendimelo. Toot - preso.
Tònd - piatto, tondo.
Tòrtlit - tortelli dolci ripieni e fritti.
Travisa - mangiatoia delle bestie.
Triffòla -tartufo.
Tròn - tuono. Tronà - colpo di tuono.
Tevad - tiepido.


Ubbligä – obbligare, salariato.
Ucciäi – occhiali.
Ucheina – ochina.
Uffella – focaccia dolce.
Üga liära – uva lugliatica.
Uman – morbido, tenero.
Umbrallär – ombrellaio.
Usmarèin - rosmarino.
Uss - uscio, porta.
Ussèr - uscere.


Vanzà - avanzare.
Varneing - invernengo, invernale, ultimo foraggio per animali raccolto nell'anno.
Vartìs - luppolo selvatico usato in cucina.
Vassèll - botte, barile.
Vidòr - vigneto.
Vintaròla - ventaglio.
Vipra - vipera.
Vivaròs – prosperoso, florido, pieno di vita.
Vòlaròla - farfalla, l’oggetto che serve per tenere aperte le persiane.
Vòltùra – in agricoltura indica la rotazione della semina e delle colture.
Vturèin - vetturino, autista dei tram.
Vzàr - colui che costruisce e ripara le botti di legno.


Zangola - recipienete cilindrico, il pistone muoveva la panna e si formava il burro.
Zamlà - parto gemellare.
Zapètt - orma, calpestio, scalpiccio.
Zappèll - passaggio tortuoso, apertura, varco.
Zarlattàn – saltimbanco, buffone.
Zèrbi - acerbo, incolto.
Zètt - gemma degli alberi, nuovo ramo, in uso per indicare uno sbruffone.
Zigà - aizzare, istigare, provocare.
Zimas - cimice.
Zima - pianta della melica comprensivo di fusto e pannocchia.
Zinèin - pulcino.
Zingia - cinghia, cintura. Zingion - cinturone, grossa cinghia.
Zizar - ceci.
Znèvar o Znèrav - ginepro.
Zòbbia - antico modo di chiamare il giovedì. Zòbbia gràss o fritlèra - giovedì grasso.
Zòffrèin - zolfanello, fiammifero.
Zòv - giogo.
Zucchèrla - grillotalpa, noto grosso insetto.
Zùfal - zufolo, piffero.