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i Viaggi di Napoleone

“incontro con il cambusiere Igino Pighi”


s/s Texaco Virginia-Wiper Benedetti Napoleonein navigazione-dicembre 63

1963, sono rientrato da qualche giorno a Piacenza.
Ho gestito per un anno il nostro negozio di elettrodomestici a Parma, poi ceduto ad altri. In quel periodo ho frequentato il club dei parà conseguendo il brevetto di lancio; mia madre scopre le tute e gli stivali durante una sua visita: chiede spiegazioni e mi fa promettere di non continuare più per la tranquillità di tutti. Non prevede che poco tempo dopo altre apprensioni dovrà sopportare. I genitori vorrebbero stare tranquilli con i figli accanto non considerando le loro aspirazioni. Io volevo. Scoprire, conoscere, (già fantasticavo dai banchi di scuola del S. Vincenzo, leggendo il libro di P. Ghiglione “a zonzo per il mondo”), mettere alla prova il mio fisico, con la cultura e creatività acquisita sin dalla tenera età dai miei nonni e genitori, dalle esperienze nella civiltà contadina, alla predisposizione per la tecnica, ed organizzazione. Ritorno a Piacenza e pensavo di prendermi un periodo di vacanza viaggiando per l’Europa, come già feci durante il periodo scolastico. Nella sede di via Garibaldi gestivo il laboratorio e le vendite insieme a miei collaboratori. Un giorno del mese di settembre venne a trovarci nel negozio un signore vestito in modo elegante e con una grossa valigetta gradisco; era Igino Pighi, amico di Gianni Poggi già nostro cliente. Si presentò e mi chiese di risolvere un problema al suo giradischi, già controllato da altri, ma ancora inservibile. Il giradischi della Motorola, comprato in America, funzionava con 125/60hz volt ed io dovevo convertirlo ai 220/50hz volt in uso da noi, Si trattava di una operazione non facile perchè andava sostituito il trasformatore e regolare i giri ecc. Parlando del più e del meno inizia a raccontarmi dei suoi imbarchi, dei luoghi visitati e delle sue avventure. Sono affascinato dai suoi racconti e vinta un pò di timidezza gli chiedo se è possibile fare un imbarco come Wiper (mozzo di macchina), non avevo pretese pur essendo in possesso dei diplomi di ragioniere e di tecnico elettronico. Con le sue conoscenze a Genova dice che può garantirmi un imbarco nel tempo di 3 mesi circa.

Con entusiasmo rimetto a posto il giradischi e ci lasciamo con la promessa di rivederci presto e sistemare le necessarie pratiche per richiedere il libretto di navigazione. Appena posso comunico ai mie genitori la mia decisione e questi restano sconcertati alla notizia. L’attività commerciale di mio padre comprendeva diversi negozi e centri di assistenza e la mia collaborazione era più che necessaria. Mia madre rimase in silenzio, mio padre, invece, capisce i miei desideri ed a malincuore acconsente. Ben inteso la paga,(tre volte quella di un commesso), l’avrei lasciata a disposizione dell’attività commerciale di famiglia. Allora il periodo di navigazione durava 12 mesi: visto che non ho fatto il militare per motivi familiari, (nipote unico di ava vedova), si poteva considerare una compensazione. Contento e soddisfatto per la veloce e ottima riparazione del “Motorola” Igino Pighi mi assiste nelle pratiche e si adopera facendo in modo di farmi imbarcare con lui sulla Texaco Virginia a Palermo, ottenuto il libretto di navigazione verso novembre partiamo per Palermo in treno. Appena arrivati abbiamo modo di visitare la città e i suoi dintorni, verso sera nel ritornare in albergo succede un imprevisto: nell’attraversare una strada poco illuminata una vespa con i fari spenti per poco non ci investe, cerco di tirare indietro il mio compagno ma la vespa lo tocca quel tanto da ferirlo al malleolo. Subito trasportato al pronto soccorso gli viene diagnosticata una frattura con l’impossibilità , quindi, di imbarcarsi sulla nave. Resto così solo ed il giorno seguente salgo la scaletta del “Virginia” senza il mio “Mentore”. Sul Virginia ho conosciuto Franco Puerari, piemontese, un caro amico che non c’è più e che ricordo con molto affetto.

Franco abitava a Borgo Lavezzano in provincia di Novara a pochi chilometri dal mio paese natio. C’è stato subito un reciproco feeling che mi ha reso l’impatto con la nuova situazione meno duro. La mia mansione era quella di pulire i locali macchina, aiutare l’operaio e l’elettricista, eseguire gli ordini del caporale. Franco faceva il fuochista e qualche volta lavoravamo assieme. Dopo un mese avevo la situazione sotto controllo: aiutavo l’elettricista nel proiettare i film di 16 mm. relazionavo con gli ufficiali, riparavo qualche radiolina e registratori a cassette. Il duro lavoro al caldo delle caldaie, sotto le sentine, non mi dava nessun problema. Quando si “ballava” e molti rimanevano in cuccetta io andavo in cucina ad aiutare il cuoco. Ogni strano rumore andava interpretato: le onde che si infrangono contro le fiancate, l’acqua che copre gli oblò, la sirena nella nebbia, ecc. poi tutto diventa normalità. Partiti da Palermo andiamo a caricare nel golfo persico, (Ras Tanura), attraverso il canale di Suez. Ritorno con sosta a Gibilterra poi a Las Palmas, (Gran Canaria), e l’attraversata verso l’isola di Trinidad. Durante la traversata nella notte fonda la sirena suona l’allarme in sala macchina; tutti si precipitano giù. L’ufficiale di guardia ferma le macchine. La caldaia di destra non ha più acqua, il livello è sotto la guardia. Il fuochista un pò intontito apre le valvole e pian piano il livello ritorna nella normalità dopo aver spento i bruciatori. Morale: il fuochista riempiva le torce in dotazione con il vino che beveva durante le 4 ore di guardia; con la vista annebbiata da fumi dell’alcol si era rischiato lo scoppio della caldaia. (di Napoleone Benedetti, Piacenza 2012).
il viaggio continua..


s/s Texaco Kentucky “Engine Room”-Wiper Benedetti Napoleone agosto 64