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il Magico Luogo del Nanero


Prima degli anni '50 l'area occupata dal Nanero era un campo dove giocavano i ragazzi del quartiere Ciano. Era delimitato da vecchi capannoni industriali, dalla fabbrica di biciclette Orio e dalla Marchand, prima fabbrica di auto in Italia gestita dai francesi nel primo novecento. L'imprenditore Carlo Benedetti, nel 1951, acquista dal comune l'area per adibirla a centro direzionale per le varie attività che in seguito realizzerà. Una parte dei capannoni acquistati da Carlo Benedetti era la falegnameria di Igino Mai -professore di educazione fisica all'Istituto Tecnico Romagnosi- frequentato dal figlio Napoleone.

Nella vecchia Piacenza degli anni '50, fra le vie Ghittoni e Cantarana, sorgeva un'edificio polifunzionale divenuto ritrovo di tre artisti piacentini che qui trovarono materiali per soddisfare la loro creatività e vena artistica. Lateralmente all'edificio c'era la fabbrica di salotti della Casa Ideale che forniva gli arredamenti delle due navi "Raffaello e Michelangelo". In quegli anni un giovane garzone canticchiava fra le operaie e si chiamava Lucio Dalla. L'imprenditore Carlo Benedetti, pioniere della radio, costruì il suo polo direzionale -con un grande cortile delimitato da magazzini, laboratori ed uffici- per le sue diverse attività commerciali. Concessionario di prestigiosi marchi di elettrodomestici; (in primis Butangas e Grundig, fu il primo importatore italiano e conobbe Max Grundig).


veduta interna ed esterna del magico Nanero

Negli anni '70 parte dei locali vennero adibiti alla progettazione e costruzione di un dispositivo automatico per la pesca a fondo "Fondoscat" inventato da Benedetti con la collaborazione del figlio Napoleone.


pesca con il dispositivo Fondoscat

Incontro dei tre personaggi. Si conobbero negli anni 60, quando Napoleone gestiva il negozio di via Garibaldi 93. Il Tinu Maestroni si recava al negozio per rifornirsi di materiale radio e contattare così i suoi amici extraterresti; Agostino Singarella (l'antiquario che dipingeva su tavole di trucciolato), Romano Tagliaferri e il Nello Vegezzi si ritrovavano al vicino bar Angelo.


Tinu dialoga con gli extraterrestri

Nap andava spesso nell'altana di Romano in piazza Duomo e in quella del maestro Luigi Martino in via Illica per discutere e ammirare le loro opere. In quelle occasioni conobbe Rolando Bolzoni che veniva lassù da Romano con la sua fedele gimarra grigia per usare la vecchia trancia fissata sulla ringhiera delle scale. Nello in quel periodo scriveva poesie e il Nap riparava i fonografi del Cinello.

Il battesimo del luogo magico. Siamo nei primi anni del '70; Nap giramondo ritorna dal Giappone dove visse 6 mesi lavorando nei cantieri Mitsubishi di Nagasaki come supervisore e tecnico di automazione navale. Venne contattato per progettare e creare un TV 15 pollici a schede per i Motel Agip.


Napoleone supervisor texaco

Intanto nel cortile continuano ad accumularsi gli elettrodomestici ritirati dai vari negozi dei Radio-laboratori Benedetti. Nap tra i numerosi impegni non trascura la passione artistica del "Trash". Crea sculture con gli attrezzi contadini del nonno ed in seguito userà materiale idraulico per le sue creazioni. In quel tempo si ritrovava con il Nello e Rolando che cercavano materiali nel luogo magico, che poi verrà battezzato "Nanero". iniziali dei tre amici (Napoleone - Nello - Rolando). Nasce così una feconda collaborazione dei precursori del Trash Piacentino. Il sodalizio va avanti fra contestazioni e diverse vedute. Il Trash, -sosteneva Nap-, deve essere genuino e non manipolato. Assemblare e non modificare, l'anima dello scarto deve rimanere tale, anche un chiodo ha il suo vissuto.

I legni combusti del Nello. 1° Mostra al Gotico. Sul finire degli anni '70 in una fredda giornata autunnale Nap si trovava in officina accanto alla stufa ricavata da uno scaldabagno. Arriva il Nello, attraversa in bici il cortile, (scendeva dalla muntà di ratt con la bici in spalla) e viene a scaldarsi prima di rovistare fra il Trash accatastato fuori. A volte ci si trovava assieme a Rolando intento a smontare le lavatrici per ricavare l'inox per le sue sculture.


nevicata nel cortile del Nanero

Si bruciavano i ritagli che il falegname Negri depositava sotto la finestra del laboratorio. Quei ritagli, (risulta della lavorazione di stampi in pioppo per fonderia), avevano forme strane che colpivano la fantasia del Nello. Infatti vedendo bruciare uno di questi prese la molla e lo estrasse fumante e combusto per farlo spegnere poi in cortile. Il legno aveva le sembianze di un fantasioso uccello dal lungo becco. Il Nap collaborava con qualche assemblaggio dove era prevista una particolare manualità.


i legni combusti di Nello Vegezzi

Nap e le sue Idrolamp. In memoria del padre che un tempo lavorava nella ditta di idraulica Maserati, Nap compone lampade e sculture con materiale idraulico di scarto che recupera nelle fonderie del lago d'Orta; nel 1996 viene invitato dalla conduttrice Licia Colò alla trasmissione Geo & Geo quale artista Trash che utilizza materiale idraulico.


attrezzi agricoli e idrolampade di Napoleone


Nap con Licia Colò a Geo e Geo aprile 1996

[justify]Cessate le attività dei Radio laboratori Benedetti, nei primi anni '80 l'area del Nanero vede l'insediamento di attività artigianali quali: palestra di pesistica Corradini Zurla - tipografia Rossi - colorazione bottoni di Rodolfo Bolzoni - affilatura utensili - Vintage - rigattiere Giovanni Tonani - falegnameria - studio fotografico - deposito bevande- ecc. era l'unico posto in città dove gli artigiani potevano svolgere i vecchi mestieri prima di essere confinati nelle zone industriali. [justify]

il rigattiere Giovanni Tonani

Alcuni locali vennero utilizzati per gestire corsi di formazione per giovani sovvenzionati dal Fondo Sociale Europeo. Nap, direttore tecnico insegnava elettrotecnica, idraulica, restauro, muratura, discipline di base per introdurre i partecipanti nel mondo lavorativo. Inoltre seguiva anche i giovani della cooperativa Assofa e della Casa del Fanciullo negli assemblaggi meccanici, elettrici e oggettistica.


laboratorio coop la Bottega del Lavoro

Rimaneva il laboratorio di Napoleone dove esercitava il suo hobby di riparatore, restauratore e sempre pronto a risolvere problemi rifiutati da altri. Nap, fondatore del Nanero è l'ultimo rimasto del sodalizio; ottantenne è sempre attivo, alterna il lavoro con viaggi avventurosi. Nel suo laboratorio si può trovare di tutto. Nap dice sempre di tenere allenata la mente mantenendo sempre vivo lo spirito del Nanero per far rivivere gli scarti riciclandoli con un tocco artistico. E' un dovere di tutti noi evitare gli sprechi riciclando, così da rendere più vivibile il nostro mondo.


i tre del Nanero

L'amico Roberto Baldini, un raccoglitore e assiduo frequentatore del sito da decenni, ne parla così: "Sono appassionato di oggetti vecchi che trovo sui mercatini, in genere sono da restaurare e riparare, grazie alla esperienza del Nap riesco a sistemarli e renderli ancora vivi ed utilizzabili e scambiarli con altri appassionati". Nap nel suo laboratorio museo sistema ogni cosa grazie alla sua fantasia, manualità, esperienze lavorative e anche grazie alla civiltà contadina vissuta da adolescente.


Napoleone nel suo studio museo

Nino De Stefano -amico e collezionista dice di Nap- ci siamo conosciuti alcuni anni fa quando, alla ricerca di materiale collezionistico, mi sono recato nel magico cortile del Nanero. Riconosco che in quella occasione ho capito di aver di fronte una persona geniale ed eclettica, con un'attività molto intensa, pieno di iniziative e mai fermo. Nel suo laboratorio sistema oggetti usurati e crea nuove realizzazioni con ottimi risultati. Mi piace parlare con il Nap, a volte mi racconta dei suoi trascorsi e mi aiuta a reperire materiale per le mie collezioni. Ovviamente continuerò a coltivare la nostra amicizia.


anni 50 il Nanero oggi